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Intervista di Adriana Treves a Paolo Limiti

 
 T.: Il “Messaggero” ha scritto ieri che lei è un proscritto di Fabrizio del Noce.
L.: Verissimo.
 
T.: Per quale motivo ?
L.: Invidia, antipatia?... Fare posto a giovani amici a cui è tanto legato ?... Che importanza ha ?... Quello che conta è che per quattro anni non mi ha mai fatto fare un programma e l’unica volta che ci siamo incontrati su appuntamento, appena l’avevano fatto direttore, si è presentato con quasi quattro ore di ritardo senza nemmeno chiedere scusa. Ma mi sembra che rientri perfettamente nell’eleganza di uno che va in giro a spaccare il naso coi microfoni alla gente.
 
T.: Ma l’anno scorso Lei ha fatto “Domenica IN”.
L: No, quello me l’ha offerto Mara Venier, lui non mi aveva nemmeno fatto sapere che lei mi voleva. Forse perché era già impegnato da un paio di annetti tra il lusco e il brusco a cercare di silurarla.
                                                                                             
T.: Ha sentito quello che ha detto Mara Venier di del Noce ?
L.: Non ho mezzo dubbio che sia come ha detto lei e anche Lucio Presta. E poi ci sono i testimoni: hai voglia a dire che non è vero. Voleva ballare il valzer? Adesso glie lo faranno ballare. Ci ha messo di mezzo pure il Vaticano e Veltroni, bel match!
 
T.: Del Noce ha detto che i suoi buoni rapporti con Navarro Valls non devono indurre a facili supposizioni.
L.: Infatti mi pare che siano migliori i suoi rapporti col cardinale Sodano.
 
 
T.: Tornando al caso di Mara Venier, del Noce da dichiarato che prenderebbe al suo posto Lorena Bianchetti.
L.: L’ho vista, è molto bella e disinvolta. Ma non è il fatto che la giovane conduttrice possa essere utilizzata o no in quel ruolo, è questa febbre che da tre anni ha scosso la RAI in cui il verbo è “ringiovanire” e basta. Prima di tutto ringiovanisci alcuni programmi e altri li lasci a un pubblico tradizionale: chi te lo paga il canone, scusa, solo i giovani ?... No, è esattamente il contrario. La mia impressione è che certe persone e certe agenzie pubblicitarie vogliano eliminare tutto il pubblico che non ha più 25 anni e cioè quello che invece li tiene in piedi e gli fa mettere in tasca lo stipendio. Che facciamo, li vogliamo morti ?... Spiacente, non funziona così: ringiovanite solo alcuni settori dedicati a quella fascia di pubblico e i gelati e i telefonini li pubblicizzate lì; altri programmi li lasciate a un pubblico più tradizionale. Intanto a quell’età ci arriverete (o già ci siete) anche voi. In caso contrario l’alternativa che vi resta è meno allegra, ve lo prometto.         
 
T.Ma del Noce non le ha mai offerto davvero niente?

L.: Oh, si: un paio di frottole! Nel 2003 mi chiamò per dirmi che aveva un programma che riteneva adatto a me e che sarebbe venuto a trovarmi il 16 Dicembre (è la data esatta). Non venne e non disdisse nemmeno l’appuntamento. Alla conferenza stampa di “Domenica In” mi disse che mi avrebbe fatto direttore artistico del festival di Sanremo (non sapendo che mi avevano già riferito che l’anno prima si era opposto con tutte le sue forze alla persona che aveva avuto l’incarico e che mi voleva al suo fianco) e poi zampettò verso una dissolvenza… E no, non ho pianto. A parte che non avrei comunque accettato: il festival o lo presento io (e giù la maschera una buona volta, lo farei benino!) o per fare altre cosette ci mandi un amico suo.
 
T.: Glie l’hanno mai offerto il festival ?

L.: Altrocché ! In diretta e davanti a milioni di persone il sindaco di Sanremo in persona disse: “Ho una importante comunicazione da fare al pubblico e alla stampa: il prossimo festival di Sanremo lo presenterà Lei !”. Ci credetti. Poi la RAI ebbe probabilmente altre richieste e chi ci andò affossò la manifestazione e purtroppo anche la sua carriera. Io sarei stato meglio, mi creda: magari di musica e di canzoni me ne intendo, che dice ?...  
 
 
T.: Ma lei non ha mai cercato di parlare di tutto questo con del Noce ?
L.: Oh, penso che presumibilmente lui sia una persona che ama che la gente si metta inginocchio… ma io sono magari un pochino più dignitoso. E poi il ginocchio sul pavimento mi fa male. Una volta, sono entrato in una minuscola sala d’aspetto di un aeroporto dove eravamo solo del Noce e io: lui ha finto di leggere così attentamente un giornale da non accorgersene. Quando ha visto che non ho fatto una piega e mi sono messo a leggere il mio, ignorandolo per un quarto d’ora, è venuto a salutarmi lui fingendo di vedermi solo in quel momento! La cosa miirritava perché era come se mi desse così due volte del cretino: prima perché sapeva benissimo che io sapevo che fingeva e poi perché in fondo era come se mi stesse dicendo: ‘Vedi, tu sei così cretino che pur sapendo che sto mentendo, fingerai di crederci’. Sorpresa! Il cretino non sono io !... Ah, prima di imbarcarsi mi ha dato due baci sulle guance. Ho in mente un altro bacio,  ma ora non mi viene bene il nome di chi l’ha dato… però parliamo di tanti, tanti, ma tanti anni fa.
 
T.: Ora che succederà ?

L.: Che voglio sapere che fine hanno fatto i miei diritti d’autore di “Domenica In”. Del Noce mi aveva fatto dire che non c’erano ma pare che invece siano stati pagati. Lui come direttore di rete (per lo meno fino a che qualcuno ce lo tiene) è però obbligato a saperlo. La costituzione dice che i diritti d’autore sono inalienabili, irrinunciabili e invendibili e io sono sempre stato autore e produttore di me stesso (oltre che di tanti altri per trent’ anni). E poi c’è il problema che la SIAE potrebbe essere così stata indotta in un gravissimo errore! Eh, beh, sarebbe brutto se li avesse in tasca qualche altra persona, perché nessuno oltre me ha lavorato come autore per il mio settore di programma! Comunque io vorrei lavorare come ho sempre fatto prima di questo direttore: senza raccomandazioni se non le mie capacità. Nei quattro anni in cui lo hanno seduto su quella poltrona non solo mi ha allontanato dall’Azienda senza alcun motivo professionale o di resa, ma ha anche avvallato e permesso che si copiasse in modo smodato il mio repertorio. Se poi l’hanno fatto male, sono affari di chi non l’ha saputo fare e soprattutto di chi gliel’ha fatto fare..

Giugno 2006 - paololimiti.com



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